http://www.reginamundi.info/ Cappella Virtuale

http://www.reginamundi.info/   Cappella Virtuale
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo; che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli; e tu, o Principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime. AMEN. Clicca su S.Michele A .>>> e vai alla Cappella virtuale Reginamundi.info

martedì 15 agosto 2017

Non si sa mai❗️ 🙃🌈✨⚡️☀️

COMUNICAZIONE IMPORTANTE...

LEGGETE CHE SE E´ VERA......


www.romena.it

Non si sa mai❗️ 🙃🌈✨⚡️☀️

...siamo tutti ricchi!!!!

Generalmente non invio messaggi di questo genere, ma questo mi è arrivato da un'ottima amica, avvocato, e mi sembra che sia un'opportunità interessante.

Lei dice che funzionerà, e FUNZIONA!!! Dopotutto, non c'è niente da perdere!


Ecco qui quello che dice: Sono avvocato, e conosco la legge.
Questo, E' reale. Non sbagliatevi. AOL e Intel manterranno le loro promesse per
paura di essere trascinate in tribunale e dover far fronte a una causa di
milioni e milioni di dollari. Come quella della Pepsi Cola contro la General
Electric , non molto tempo fa.

Cari amici, per favore, NON prendete questo messaggio per un
bidone. Bill Gates STA condividendo la sua fortuna. Se lo ignorate, potreste
rimpiangerlo più tardi. Windows rimane il programma più diffuso ed utilizzato
nel mondo. Microsoft e AOL sperimentano inviando questo test via messaggio
elettronico (e-mail Beta Test).
Quando inviate questo messaggio elettronico (e-mail) ai vostri amici, Microsoft può rintracciarvi (se siete un utilizzatore di Microsoft Windows) per 2 settimane.

Ad ogni persona che invierà questo messaggio, Microsoft pagherà
245 euro. Per ogni persona a cui avete inviato questo messaggio e che lo invierà ad altre persone, Microsoft vi pagherà
243 euro. Per la terza persona che lo riceverà, Microsoft vi pagherà 241 euro.
Fra due settimane, Microsoft vi contatterà per la Conferma del vostro Indirizzo
Postale e vi invierà un assegno.

(Sinceramente, Charles Bailey, General Manager Field).

Pensavo che questo fosse un imbroglio, o uno scherzo, ma 2 settimane dopo aver ricevuto questo messaggio e averlo riinviato, Microsoft mi ha contattato per conoscere il mio indirizzo postale e mi hanno inviato un assegno di 24.800 euro.
Dovete rispondere prima che questa prova sia terminata; se qualcuno ha i mezzi per fare quest'operazione, è Bill Gates. Per lui,c'è un ritorno commerciale.

Se questo vi soddisfa, inviate questo messaggio a più persone possibile. Dovreste ricevere almeno 10.000 euro. Non li aiuteremmo, inviando questo messaggio, se non ce ne venisse un qualche cosina anche a noi. La zia di
un mio caro amico, che lavora per Intel, ha appena ricevuto un assegno di 4543
euro, semplicemente inviando questo messaggio. Come ho detto prima, conosco la legge, e c'è del vero, Intel e AOL sono in negoziato per una fusione, con la quale diventerebbero la compagnia più importante del mondo nel settore, e per essere sicuri di rimanere il programma più diffuso e utilizzato in in assoluto, Intel e AOL sperimentano con questa prova.

E vero....ho ricevuto 34.540 euro... stomaleeeeeeeeeeeee.....
figataaaaaaaaaa... 🙃😃🙃

lunedì 15 febbraio 2016

come-17-santi-hanno-combattuto-il-demonio-e-hanno-vissuto-abbastanza-da-raccontarlo

come 17 santi hanno combattuto il demonio e hanno vissuto abbastanza da raccontarlo .

France, Paris, Snake symbolising temptation.

La Scrittura, l’insegnamento della Chiesa e gli scritti dei Padri e dei Dottori della Chiesa affermano l’esistenza del Diavolo e di altri demoni. Lo stesso fanno le vite dei santi, e un nuovo libro del dottor Paul Thigpen, intitolato Saints Who Battled Satan, si concentra su 17 di loro – uomini e donne santi le cui battaglie con le forze demoniache offrono lezioni e incoraggiamento per i cristiani di oggi.
Thigpen, editore di TAN Books, ha pubblicato più di 40 libri e centinaia di articoli per giornali e riviste. Laureato all’Università di Yale, ha conseguito un dottorato presso la Emory University e ha lavorato in vari college e università.
Già pastore protestante ordinato, Thigpen è entrato nella Chiesa cattolica nel 1993. Di recente ha parlato con Aleteia di Saints Who Battled Satan, seguito del suo libro Manual for Spiritual Warfare.
*****Molti santi hanno lottato con il demonio, o lo hanno affrontato in qualche modo. Come ha scelto le storie dei santi da mettere in luce?Non è stato facile, ma vari fattori hanno influito sulla decisione. In primo luogo, per sottolineare l’universalità del combattimento spirituale volevo includere santi di varie culture e diversi periodi storici. I santi che ho scelto provengono da due dozzine di Paesi di Asia, Africa, Europa, America settentrionale e meridionale. Rappresentano ogni secolo dall’epoca di Nostro Signore, tranne nel caso dell’attuale XXI secolo.
Un secondo fattore è stata la mia preoccupazione per il fatto di avere storie e citazioni che illustrassero i principi proposti nel mio libro precedente, Manual for Spiritual Warfare. Volevo che i lettori incontrassero uomini e donne reali che hanno sperimentato sia l’attività ordinaria che quella straordinaria del Demonio, di modo che potessero vedere più chiaramente come ci tenta, ci deride e ci provoca. Volevo anche che i lettori vedessero come i santi abbiano impiegato armi spirituali come la preghiera, la Scrittura, i sacramenti e i sacramentali; come le loro virtù siano servite da armatura spirituale e come abbiano invocato l’assistenza del loro Comandante, Gesù Cristo, e dei loro compagni di battaglia: i santi che li avevano preceduti, soprattutto la Madonna, gli angeli e gli altri cristiani sulla terra.
Un fattore finale è stata ovviamente la disponibilità di informazioni biografiche rilevanti. Per ciascun santo, dovevo avere accesso a testi che fornissero abbastanza informazioni per redigere un intero capitolo. E anche così, visto che c’erano brevi aneddoti e brevi citazioni di altri santi troppo validi per essere lasciati fuori, ho aggiunto delle sezioni supplementari.
Ci può parlare di un paio dei modi più comuni in cui Satana ci tenta o ci importuna?In genere possiamo discernere che un pensiero ci viene dall’esterno quando arriva attraverso i nostri sensi: lo vediamo (forse leggiamo) o lo ascoltiamo. Ma i demoni non hanno corpo, per cui possono comunicare i pensieri direttamente nella nostra mente, bypassando i sensi. È un tipo di strategia furtiva, perché se non stiamo discernendo possiamo pensare che i pensieri che insinuano nella nostra mente siano davvero nostri.
Generalmente Satana cerca di influenzarci attraverso la delusione, le accuse, i dubbi (soprattutto su Dio e sul Suo amore per noi), la provocazione (all’orgoglio, alla rabbia, alla concupiscenza, alla disperazione…) e l’attrazione (desiderare ciò che è proibito, o desidera ciò che in sé è positivo ma verrebbe ottenuto con mezzi illeciti).
C’è un santo che spicca per un modo insolito o innovativo di affrontare Satana?Ricordo come un giorno il Diavolo abbia cercato di tentare San Benedetto al desiderio. Lo spirito malvagio gli ha fatto ricordare una donna attraente che conosceva una volta, e il ricordo ha iniziato a infiammare il suo cuore. Benedetto è stato quasi sopraffatto dalla passione. Giusto in tempo, ha visto un boschetto vicino pieno di ortiche e rose canine, e allora si è tolto l’abito e si è buttato nudo in mezzo alle spine. Ci si è rotolato finché il suo corpo non è stato tutto graffiato – e la tentazione era sparita.
Ci sono dei santi a cui dovremmo rivolgerci per certi tipi di tentazione o di problemi? Può farci qualche esempio al riguardo?La tradizione cattolica ci incoraggia a chiedere assistenza ai santi che hanno combattuto battaglie simili alle nostre. Quando siamo tentati dal desiderio, quindi, sceglierei San Benedetto, quando siamo provocati dalla rabbia ricorrerei a San Girolamo, quando lottiamo con la vanagloria a Sant’Ignazio di Loyola, con lo scoraggiamento Santa Teresa d’Avila, con la disperazione Padre Pio e così via.
Se potesse mettere insieme un “kit spirituale” e inviarlo alle persone perché possano combattere Satana e tenerlo lontano, cosa ci metterebbe?Penso che sia proprio quello che avevo in mente quando ho scritto Manual for Spiritual Warfare, che offre una visione dell’insegnamento della Chiesa su come ingaggiamo il combattimento spirituale e alcuni “aiuti in battaglia” provenienti dalla tradizione della Chiesa: importanti insegnamenti magisteriali, testi scritturali, parole e aneddoti dalle vite dei santi, preghiere, devozioni e inni.
Quali sono le virtù più importanti per tenere a bada il male, e come le usiamo, in modi pratici, per proteggerci?Fin dai tempi antichi, una serie di saggi consiglieri spirituali cristiani ha affermato che l’umiltà è alla base delle virtù. È il terreno su cui crescono tutte le altre virtù, e quindi sottolineerei questa al di sopra di tutte le altre.
Come esempio pratico di come l’umiltà possa proteggerci dalle insidie del Diavolo, prendete la storia raccontata tra gli antichi Padri e Madri del deserto su un umile monaco che una volta stava pregando nella sua cella. Il Diavolo gli apparve camuffato da angelo della luce per tentarlo all’orgoglio. Annunciò: “Sono l’angelo Gabriele, e sono stato mandato da te!” Ma l’umile monaco non si lasciò ingannare, e replicò semplicemente: “Sarebbe meglio controllare: devi essere stato mandato da qualcun altro. Io non sono degno che un angelo venga inviato a me”. E così il Diavolo svanì – sconfitto dall’umiltà del monaco.
Perché Satana sembra importunare alcune persone più di altre?Una tendenza che ho notato nella vita dei santi è questa: se il Diavolo teme che qualcuno possa fare un grande danno al suo regno infernale, perseguita furiosamente quella persona. Quando Sant’Antonio ha dimostrato la sua risoluzione a vivere come un santo eremita nel deserto, quando Santa Caterina si è consacrata a Cristo da bambina, quando Padre Pio è entrato nell’Ordine cappuccino – è allora che il Nemico delle loro anime ha fatto del suo meglio per fermarlo. Sapeva di poter ostacolare questi uomini e queste donne, di poter compromettere le grandi opere che Dio aveva affidato loro.
Penso che sapere questo dovrebbe confortarci. Se il Diavolo si oppone fieramente a noi, forse significa che Dio ha in serbo grandi progetti per noi. Dall’altro lato, dovremmo tenere a mente l’avvertimento di San Giovanni Maria Vianney: “Il più grande di tutti i mali non è essere tentati, perché allora ci sono motivi per credere che il Diavolo ci consideri sua proprietà”.
Come possiamo sapere cosa deriva da Satana e cosa no? Come possiamo evitare di diventare paranoici e di concentrarci troppo sul male?La Scrittura parla di battaglie in atto con il mondo, la carne e il Diavolo (cfr. Gc 4, 1-7). È vero che a volte le nostre battaglie con la carne e il mondo possono non essere provocate direttamente dall’interferenza del Diavolo, ma questi approfitta di tali lotte e cerca di stabilire una presenza più forte nella nostra vita attraverso di loro. Per questo, dobbiamo fare molta attenzione ai suoi movimenti.
Penso che se possiamo stabilire l’abitudine di riconoscere la fonte dei nostri pensieri, la parte più importante della battaglia sarà vinta. Quel tipo di discernimento si coltiva attraverso le discipline spirituali usuali raccomandate dalla Chiesa: preghiera frequente, assistere alla Messa e all’Adorazione Eucaristica; ricezione regolare dei sacramenti (soprattutto l’Eucaristia e la Riconciliazione); studio (e anche memorizzazione) della Scrittura e saggi consigli da persone di fiducia.
Un altro trend che ho notato nella vita dei santi è il loro notevole rifiuto di diventare paranoici circa il Nemico. Riuscivano a mantenere fiducia e coraggio perché erano convinti, come ci dice San Giovanni, che il Dio dentro di noi è più grande del Maligno che è nel mondo (cfr. 1 Gv 4, 4). Anche se prendevano sul serio il Diavolo, mostravano anche una sorta di santo disprezzo nei suoi confronti, perché sapevano che alla fin fine è un antagonista sconfitto.
Per questo motivo, nonostante alcuni combattimenti intensi e fisicamente violenti, alcuni santi avevano ideato dei soprannomi scherzosi per lo spirito maligno che li tormentava. Santa Caterina lo chiamava “il ladro” (perché cercava di rubare le anime), San Pio l’“orco”. Santa Gemma Galgani lo chiamava “chiappino” (scassinatore), San Giovanni Maria Vianney “grappin” (lottatore). “Oh, il lottatore ed io?”, scherzò una volta. “Siamo quasi amici!”
Quale pensa che sia il modo migliore per convincere qualcuno che Satana esiste ed è “operativo”?Quando si parla con le persone secolarizzate, farei loro considerare in primo luogo le tante prove rappresentate da testimonianze confermate. Nel corso della storia, persone di culture ampiamente diverse in tutto il mondo hanno affermato la realtà degli spiriti maligni – anche quando non erano d’accordo sulla maggior parte delle altre realtà spirituali. Anche molti dei nostri contemporanei, che in base a ogni standard ragionevole sono intelligenti e nel pieno delle loro facoltà, hanno testimoniato di aver avuto incontri con forze demoniache. È una sorta di testimonianza universale.
Non c’è dubbio sul fatto che alcuni tipi di malattie fisiche e mentali siano stati attribuiti erroneamente ai demoni, oggi come in passato, né si può negare che abbondino superstizioni e leggende sugli spiriti maligni, ma queste idee fuorvianti sul Diavolo non provano in sé che non esista, come le antiche convinzioni circa una terra piatta non provano che il nostro pianeta non esista.
Gli scettici possono chiedere prove “scientifiche”, ma che tipo di prove rilevanti potrebbero misurare gli scienziati? Le scienze naturali misurano il tempo, la materia,l’energia e il moto; le scienze sociali analizzano il comportamento umano. I demoni non hanno corpi fisici, e non sono umani. Non possiamo metterli in provetta e sottoporli a psicanalisi.
Il massimo che possono fare gli scienziati è osservare gli effetti dei demoni sul mondo fisico o sul comportamento umano, ma la mentalità prevalente tra gli scienziati li esorterà a cercare altre spiegazioni a tali fenomeni, anche quando queste spiegazioni sono del tutto inadeguate.
Quando si parla con i cattolici, mi appellerei ai numerosi passi della Bibbia che testimoniano l’esistenza del Diavolo e dei suoi alleati malvagi. I racconti evangelici, in particolare, registrano che Gesù stesso ha parlato con Satana.La discussione di Nostro Signore con il Diavolo non è stata semplicemente un dialogo interno con se stesso sulla tentazione.Cristo si è riferito ai demoni in una serie di occasioni, e cacciare gli spiriti maligni da coloro che erano posseduti era un aspetto indispensabile della sua missione. Ovviamente, alcuni interpreti hanno affermato che quando Cristo cacciava gli spiriti stava semplicemente guardando un disordine fisico o mentale frainteso come possessione demoniaca. Ma dobbiamo solo replicare che almeno in un’occasione, su ordine di Cristo, i demoni hanno lasciato il loro “ospite” umano per prendere possesso degli animali. Non si può passare un disordine medico da un uomo a un maiale.
La realtà dei poteri demoniaci è stata una dottrina costante della Chiesa cattolica da quando è stata fondata da Cristo attraverso i suoi apostoli. Loro e i loro successori hanno ripetutamente parlato e scritto di Satana. Nel corso dei secoli, i grandi maestri della Chiesa hanno affermato che è reale.
L’esistenza di Satana è stata anche affermata in dichiarazioni autorevoli di papi e concili ecclesiali, e ci si riferisce ad essa nella liturgia della Chiesa. E come dimostra questo libro, nel corso dei secoli numerosi santi, la cui integrità morale e salute mentale potrebbero essere difficilmente discusse, hanno testimoniato battaglie personali con aggressori demoniaci.
Alla luce di tutto questo, negare l’esistenza degli spiriti maligni mi sembra un atto di fede cieca o pio desiderio nonostante la schiacciante evidenza del contrario.
Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti

aleteia.org

La museruola al demonio

di antonelloiapicca


Con il brano di oggi siamo invitati ad entrare con Gesù in una sua giornata tipo per capire il cuore della sua missione: strappare gli uomini al regno di satana per ricondurli al Regno di Dio. La battaglia iniziata nel deserto e proseguita in Galilea si sarebbe compiuta sul Calvario, dove avrebbe sconfitto il nemico di Dio con l’umiltà di un Agnello. Il demonio sapeva che Gesù era “il Santo di Dio” venuto per “rovinarlo”. Ma rovinare che cosa? Il suo piano di distruzione dell’umanità, la sua volontà di farci precipitare all’inferno dove lui è condannato per l’eternità.Per riuscire nell’impresa e rubare i figli a Dio, doveva toglierGli autorità e credibilità. Doveva insinuare il dubbio nelle sue creature, così che fossero loro a ribellarsi e tagliare con il Creatore. Ed è proprio quello che fa con tutti noi, spargendo menzogne su Dio e sulla storia. Il demonio, infatti, è’ uno “spirito impuro” perché mira a sporcare lo sguardo inquinandolo alla fonte; e uno sguardo macchiato non vede più l’amore di Dio, smarrisce le ragioni per lodarlo e quindi se ne separa. Ci aspetta nei pressi dell’albero della conoscenza del bene e del male, pronto a ingannarci per iniettarci il veleno nel cuore: “perché devi lasciare che sia un altro a decidere per te?”.Già, perché qualcuno deve limitarmi o togliermi la libertà? Ma questa domanda non sorge dal nulla, non è naturale come potremmo pensare. Non è dovuta alle circostanze avverse, alle ingiustizie subite, agli atteggiamenti degli altri. Il demonio, infatti, essendo il “più astuto” di tutti, aveva già in precedenza provveduto ad avvelenare il pozzo: “È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?” (cfr. Gen3). Queste parole si riflettono in quelle indirizzate a Gesù nella sinagoga: “io so chi tu sei!”, so che sei il Santo di Dio e vuoi “rovinarmi”, perché Dio è geloso della sua creatura, non vuole che sia come Lui…Per questo attenzione, dietro ad ogni rivendicazione c’è sempre un rifiuto della realtà causata da una visione distorta di essa. Un adolescente che esige di rientrare a casa all’ora che vuole è un ingannato. E per questo ti risponde dicendoti le stesse parole che i demoni avevano rivolto a Gesù: “che c’entri con me? Mi vuoi rovinare la vita?”, sottintendendo che tu hai già cominciato a rovinargliela. E’ vero che Dio ha detto… Come dire, ti ha già limitato e rovinato… quindi ribellati, fatti da solo la vita. Il demonio fa sempre così: prima ritocca con il photoshop il panorama della tua vita, il tuo fisico, la tua famiglia, quel fatto e quell’altro; poi ti mostra la sua opera insinuandoti che la causa di tutto sia Dio; quindi ti spinge a rifiutare la storia e a ribellarti ritoccandola per farla diventare come più ti piacerebbe.Ma succede che più picconate o colpi di scalpello dai, più la vita diventa brutta e invivibile. Il divorzio? Non ha cambiato nulla, anzi, tutto più difficile, e il dolore procurato ai figli, così profondo che non bastano tutti i regali del mondo a lenire. La causa avviata con tuo cognato? Giace da anni in tribunale e intanto la tua famiglia si sta sgretolando seppellendo perfino il rapporto con tua madre. La dieta? Sono ormai mesi che ti strazi il corpo senza riuscire a piacerti, anzi; sei sempre più nervosa e isterica con tutti, il fidanzato non ti sopporta più e le amiche non ne parliamo.Ecco, ormai siamo “posseduti” dal demonio, proprio come “l’uomo” incontrato da Gesù. Non c’è bisogno di pensare ai film sugli esorcisti. Basta guardarci oggi: satana ci ha ingannato così bene da tenerci legati come cani al guinzaglio. I criteri e i pensieri mondani sono così radicati e talmente mimetizzati da sembrare addirittura secondo la volontà di Dio. Usiamo il suo nome come satana, pervertendone i suoi insegnamenti. E giudichiamo tutti secondo l’ispirazione avvelenata dal demonio, ma siamo convinti che sia giusto così, ci stanno limitando, attentano alla nostra personalità, non possiamo continuare ad essere frustrati; questo Dio non può volerlo…Per questo, quando Gesù “di sabato entra nella sinagoga” ci da’ fastidio. Quando “insegna con autorità” durante le liturgie, attraverso la predicazione e la proclamazione della Parola, induriamo il cuore perché pensiamo che venga a “rovinare” quello che stiamo cercando di costruire. Gesù però sa che il nostro problema non è la ribellione, ma il veleno che il demonio ci ha iniettato prima. Per questo non giudica nessuno! Sa che siamo malati, e ci vuole guarire purificando la fonte dei nostri atteggiamenti malvagi. Ma lo può fare solo Lui.E’ inutile ricorrere agli uomini, non possono nulla contro gli inganni del demonio. E’ necessaria la sua “autorità” che lo rende così diverso dagli “scribi”. Gesù, infatti, non parla in nome di Dio, come loro; Lui è Dio, e per questo può rivolgersi in prima persona e “comandare persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!”. L’esorcismo di cui tutti abbiamo bisogno è quindi l’ “insegnamento nuovo, dato con autorità” da Gesù, ovvero l’annuncio del Vangelo! La sua Parola predicata dal suo Corpo che è la Chiesa, l’unica in grado di smentire la menzogna del demonio, perché lo fa svelando l’amore di Dio seminato in ogni millimetro della storia dell’umanità, in ogni secondo della nostra vita; perché annuncia Cristo crocifisso per i peccatori e risorto per la loro giustificazione. Cristo che scende con autorità sino al cuore e lo guarisce: “Taci!” grida al demonio, letteralmente “ti metto una museruola”, ovvero la Verità che esce dalla mia bocca per chiudere la tua.“Smetti di ingannare interpretando con malizia gli eventi. E’ falso quello che dici! Il Padre ha creato ogni uomo come un prodigio, la morte l’hai portata tu tra gli uomini, con la tua menzogna piena di superbia. Taci ora, ed esci da lui”. E in questo uscire del demonio c’è tutta la “rovina” dell’uomo vecchio. E quando un edificio crolla non è come una gita fuori porta… E’ “strazio e grida” dell’orgoglio che non vuole lasciare il suo posto. Quanta difficoltà per umiliarci e chiedere perdono, vero? Quando le labbra sembrano sigillate con il fuoco e pesanti come macigni. Una vita a giudicare, e ora? Mi dovrei consegnare come un agnellino? Sì, perché è falso che “non abbiamo niente a che fare” con Dio. Apparteniamo a Lui e non al demonio!Il battesimo ci ha fatto morire e risorgere con Cristo: per questo, anche se per amare occorre lasciarsi crocifiggere, la morte non è la nostra “rovina”, ma quella del demonio! E’ il passaggio, la Pasqua, alla felicità vera che è la libertà di donarsi senza riserve, l’anticipo del paradiso già qui, ora. La vita eterna da testimoniare al mondo schiavo del demonio perché si chieda: “che cos’è questo?”. Siamo chiamati a generare lo “stupore” nelle persone, per aprirle alla domanda cruciale: “il Cielo dunque esiste davvero?”, alla quale rispondere con l’annuncio del vangelo, il primo passo verso la fede.

martedì 17 novembre 2015

"Non avrete il mio odio"

Antoine Leiris ai terroristi del Bataclan che hanno ucciso sua moglie


MASSIMO GRAMELLINI
 
“Non avrete il mio odio”
"Se ciò che chiamiamo Occidente ha un senso, questo senso palpita nelle parole con cui il signor Antoine Leiris si è rivolto su Facebook ai terroristi che al Bataclan hanno ucciso sua moglie.
«Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa.

L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice.
 Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio»".
L'umano nella città francescoocchetta.it/wordpress

domenica 15 novembre 2015

"I miei cattivi avevano tutti la barba..."

I miei cattivi avevano tutti la barba...

I CATTIVI HANNO LA BARBA

by Berlicche
Quando ero ragazzo, i miei cattivi avevano tutti la barba.Allora disegnavo un sacco. Passavo giornate a illustrare storie grandiose, dove eroi galattici combattevano cattivissimi di vario tipo. In seguito, ad un certo punto, giunsi a riempire integralmente parecchi grossi bloc notes con una storia futura particolareggiatissima, divisa in volumi e capitoli, con mappe stellari tridimensionali su carta quadrettata, date precise di avvenimenti che coprivano interi millenni. In quel periodo una cosa avevano in comune i diabolici imperatori stellari, gli astuti scienziati che Janus Kalawin o i guardiani della Pattuglia Iguana combattevano nella galassia futura: baffi e pizzo.Non so bene perché. Forse un cliché hollywoodiano: dalle comiche mute ai fascinosi malvagi impersonati da Basil Rathbone il "villain" ha spesso avuto questa caratteristica facciale. Era un modo semplice per distinguerli dagli altri: sei cattivo, vuoi conquistare il mondo, ti fai crescere la barbetta a punta. O forse era la loro maniera per riconoscersi, una sorta di club nel quale la barba era requisito di ammissione: "Il barone Zakkill non è più dei nostri, si è pentito ed è passato con i Guardiani: si è rasato".
Gli anni passano, e anche sulla mia faccia cominciarono ad affollarsi i primi peli di adolescente. La natura non mi ha favorito con un bell'aspetto, sono dotato di naso prominente e epidermide fin troppo predisposta a brufoli giganti. In quel periodo il mio volto assomigliava ad una pizza con peperoni, e farsi la barba era un'operazione delicata e dolorosa.
Così, contro le irritazioni cutanee, quei peli cominciai a farmeli crescere.Fu solo dopo qualche anno, guardandomi allo specchio, che mi accorsi che ero diventato l'immagine vivente dei cattivi che disegnavo da piccolo.Adesso le barbe sono tornate di moda, sia pure in formato cespuglio e non nella versione rifinita che richiede più tempo che radersi. I cattivi dei film non hanno più barba e pizzo. Io sì. Non l'ho mai più tolta. E so che l'essere diabolici, e cattivi, non dipende da quanti peli si hanno sul viso, ma sullo stomaco e sulla lingua.
rh513

I miei cattivi...

c'era una volta il west  Henry Fonda Frank



lunedì 10 agosto 2015

Angeli e demoni.



angelo1

di Francesco Agnoli
Nelle prediche di papa Francesco, accanto a riferimenti costanti alla Misericordia di Dio, non mancano quelli   al demonio e all’Inferno. Anzi, non pochi osservatori si sono stupiti di quanto la figura di Satana  compaia sovente nelle parole del pontefice, non come se si parlasse di un simbolo, bensì di una forza personale operante nella storia.
Ma chi è il demonio?
Anzitutto è bene ricordare che si tratta di un angelo, cioè di una creatura di Dio, di grande bellezza, ribellatasi al suo Creatore. Gli angeli, sostiene san Tommaso nella Quaestio 50 della prima parte della Summa, sono creature del tutto immateriali, puri spiriti senza materia, che, a differenza di Dio, ricevono l’essere,
non lo possiedono originariamente, da sé (Thomas Tyn, Gli angeli in san Tommaso d’Aquino, Fede & Cultura, 2014). Dante li definisce “creati/ sì come sono, in loro essere intero”: in essi la materia non limita lo spirito, oppure, utilizzando un grande logico matematico che credeva nell’esistenza di intelligenze senza corpo, Kurt Godel, il cervello non limita, con la sua debolezza, la potenza e il “desiderio” della mente. Proprio sugli angeli, sul loro ruolo nella storia della Chiesa, dell’arte, della letteratura… è consigliabile un testo davvero completo e interessante, a cura di Saverio Gaeta e Marcello Stanzione, intitolato Inchiesta sugli angeli (Mondadori, 2014).
Tra gli angeli, messaggeri di Dio, vi è dunque anche Lucifero, la cui colpa principale fu la superbia: quel peccato che oscura la capacità di vedere, di capire davvero. Anche tra gli uomini, le menti potenzialmente più brillanti ed acute possono raggiungere una straordinaria incapacità di comprensione, quando siano accecate proprio dall’orgoglio. Credo che si possa dire, in quest’ottica, che, come la superbia ottunde ed obnubila l’intelligenza, così l’umiltà l’acuisce e illumina. Di qui la frase di Gesù: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli”. Dove piccoli non significa, appunto, sciocchi, corti, ma umili, cioè davvero capaci di comprensione.
Cosa fa e cosa vuole il demonio? Ce lo racconta l’esorcista Sante Babolin nel suo L’esorcismo (Messaggero, 2014) e in una intervista al settimanale Tempi. Interpellato con la domanda: “Chi sei tu?”, il demonio ha risposto: “Sono nessuno. Ho perduto il mio nome”. Come a dire che egli è colui che, separandosi definitivamente dal Creatore, ha smarrito ogni sua ragione di essere, e persino se stesso. Ecco perché viene definito, nella tradizione, il Menzognero, l’Omicida, il Distruttore, il Divisore… Il demonio esiste, ma vorrebbe non esistere più; è figlio della creazione, ma vive per la distruzione, sua e del mondo intero. Vuole annichilire tutto ciò che nel mondo indica comunione, amore, cioè ciò che lui ha voluto negare. Per questo, aggiunge Babolin, il demonio vuole profanare e distruggere la famiglia e l’eucaristia: ciò che unisce gli uomini tra loro, e il sacramento che unisce l’uomo a Dio.
demone-con-donna
Il demonio dunque, nella teologia cattolica, è un essere personale che agisce nella storia. Su quanto sia grande la sua potenza, si è sempre discusso: vi è chi la sopravvaluta, dimenticando che Satana non è un dio; e chi la sottovaluta, e riduce il demonio ad un simbolo. Nella predicazione il pendolo si muove spesso tra gli estremi. Ma si fa un pessimo servizio alla fede, sia quando lo si trasforma nel burattinaio onnipotente, riducendo l’uomo a una comparsa, sia quando si nega del tutto la sua azione. Si va così, nella storia della Chiesa, dall’Inquisizione che nel Seicento colpisce spesso gli esorcisti, rei di vedere il diavolo ovunque, favorendo una religiosità talora cupa e pessimista, alla Chiesa di anni più recenti, che emargina questi importanti ministri, tace l’azione del demonio, annullando così, implicitamente, il senso dell’Incarnazione e dei sacramenti. Il diavolo, diceva sant’Agostino, è un cane alla catena: morde chi gli si avvicina.
Se c’è il diavolo, c’è anche l’inferno (chi ci sia dentro, la Chiesa, che ha il potere di identificare alcuni salvati, i santi, non lo sa e non può saperlo). Potrà sembrare strano, ma non si tratta di una “invenzione” della Chiesa. La quale, al contrario, ha “inventato” il Paradiso. Michelangelo Tàbet, in Inferno e dintorni (a cura di Serafino Lanzetta, Cantagalli, 2010), ricorda proprio come nel mondo pre-cristiano l’aldilà fosse visto per lo più come un luogo infero, sotterraneo, buio, infelice. L’Ade greco è a lungo solo un luogo oscuro, senza speranza e senza beatitudine; presso i popoli dell’Oriente “domina un concetto di giustizia divina descritto non di rado come forza arbitraria, capricciosa, desiderosa di vendetta”; tra i “babilonesi la vita del giusto nell’oltretomba non era per niente desiderabile: un cammino senza ritorno, una realtà priva di luce, dove l’alimento è polvere e fango”…
Certo, qua e là emerge, più o meno confusa, la necessità di una sorte diversa per buoni e malvagi, ma mentre gli inferi sono ben caratterizzati in modo negativo, la condizione dei giusti ha ben poco a che vedere con quella beatitudine che, secondo il Nuovo Testamento, è stata preparata per i buoni da un Dio definito, da san Giovanni, come “Amore”. Il Foglio, 19/6/2014


Kairos: Angeli e demoni...